Ancora un post egocentrico.
é da un po' che rimugino sullo scriverlo o meno...la conversazione di ieri sera con due persone squisite, splendide e affettuose mi hanno convinto a buttare giù alcune considerazioni.
In estrema sintesi: vi siete mai sentiti uno, nessuno, centomila come il buon Pirandello insegna?
Immagino ci siano una valanga di sì... il problema che a me da troppo tempo manca la base fondamentale dell'essere uno, seppur con le mille sfaccettature.
Come se riuscissi a vedermi dall' esterno scuotendo la testa perchè so di non essere io.. o almeno di non essere nel pieno delle mie potenzialità, del mio esprimermi al massimo.
Sensazione strana, a volte sembra di fingere... senza alcun motivo e sicuramente non è vero...non voglio pensarlo...
Distaccato, apatico potrebbero essere aggettivi che forse mi si attagliano in questo periodo...
Forse " è dalla pelle al cuore che devo ritornare..."
Venerdì 7/9: Da serata di decantazione a serata di dura prova di densità.
Serata che dimostra che le mie buone intenzioni naufragano sempre.
La decisione era di starsene buoni a casetta, causa settimana cruciale sul fronte universitario e previsioni catastrofiche per il venerdì seguente.
Sicchè resisto, seppur a malincuore, all’invito di Paola, altra aspirante avvocato che quindi ha incrociato la sua vita con quella di Yahweh, El Gringo e Dria e, di conseguenza, con me.
Evito il suo compleanno con motivazioni vaghe e comunque la delegazione è ben rappresentata appunto dai due azzeccagarbugli meridionali.
Quando ormai ero pronto a stendermi sul divano e dar riposo soprattutto al fegato, giunge inaspettata la chiamata del genio barbetta, il quale ci intima di uscire perché dovrà anticipare la partenza al giorno successivo.
Dato che per un po’ non lo avremmo più rivisto, accetto di uscire, consapevole che non si sarebbe né fatto tardi né bevuto data la ristrettezza del gruppo: infatti siamo solo io, lui e l’alto.
Attaccati al Comune di residenza, visitiamo la sagra di Orcenico, giusto per rivedere qualche viso amico e per ascoltare (senza saperlo) i Toys.
Spesi i nostri doverosi 9 euro in birra abbandoniamo l’evento, di per sé non molto coinvolgente, per tornare verso casa.
Ma l’orario è da frequentatori dell’aia, per cui il genio, col suo nuovo bolide ci accompagna fino al capoluogo dove impongo di unirci al compleanno di Paola (nome di fantasia?!?).
Lo spettacolo che ci si para davanti è increscioso: la gente già sfolla a gambe levate, neanche avesse paura dello scoccare della mezzanotte.
Inoltre la gente rimasta dimostra tutta la sua fragilità (giustificabile solo nella festeggiata) con pallori eloquenti e mezze ore in bagno.
Tant’è che questi signori lasciano sulla tavola una quantità esagerata di alcolici prontamente razziati dai nuovi arrivati e dai pochi superstiti, tra i quali naturalmente c’erano El Gringo e Dria, che denunciano d’essere particolarmente provati.
Tuttavia non si sottraggono ad altri numerosi brindisi con la nuova compagnia soprattutto a base di tequila.
Ma mentre Dria, rivendicava la propria posizione e sosteneva che i nuovi dovessero recuperare almeno in parte, El Gringo sembrava volersi provocare un’ulcera perseverando a versarsi da bere, anche da solo. La serata viene salvata da un provvidenziale tramezzino porchetta e peperoni,da un caffè corretto grappa e da un’oretta d’aria all’esterno del locale.
Oretta nella quale il genio aspetta vanamente me e Dria all’ormai celeberrimo “Alla Staffa” a pochi passi da casa.
Ma Dria si prende tutto il tempo necessario per sentirsi in grado (gh!) di potersi rimettere alla guida (era alla max distanza da casa se lui prende la Punto) e si arriva leggermente in ritardo per ricongiungersi. Ma l’ultimo, come il nome del locale sottolinea, non ce lo facciamo mancare.
Birretta da mezzo, serrande giù e trofeo meritato.
Venerdì 14/9: la cena di classe.
Venerdì 30/8: Compleanno di Andrein e finale nella "fossa dei leoni"
Ampiamente annunciato, esco non sentendomi completamente a mio agio, quelle serate in cui esco lo stesso ma parto “non in forma”, spesso non c’è un motivo particolare…
La serata comincia nell’attesa di tutti gli invitati e nell’esplorazione dei cugini di Andrein: Ciccio e Ghebba. Tutti ammiriamo con invidia il loro regalo: il cappello (o caschetto da cantiere o miniera) munito di portabirra e apposita cannuccia.
Per la festa Dria riesce ad aggregare gruppi eterogenei. Oltre ai soliti Yahweh, El Gringo ed io per questa occasione speciale ci raggiunge anche Bepiemeni per completare i reduci della 5c.
Inoltre c’è una rappresentanza della compagnia universitaria degli avvocati, fidanzata di Andrein con amica (che si scusa per il comportamento poco educato della sua compagnia il venerdì precedente, vedi secondo “peccato però” di questo post ), fratello di Andrein e morosa dell’epoca e infine I cugini,spero di non aver dimenticato nessuno. L’esagerato fiume di birra che i presenti assaporano assetati fa affiorare episodi del liceo ed eventi estivi dagli accenti siciliani.
Yahweh si avventura rivolgendo ad un cugino un ‘espressione colorita spesso evocata dal nostro siculo “adottato” causando piegamenti da risate nella vittima.
La serata scorre piacevole fra mille microsequenze che qualcuno è pregato di segnalare, se ne ha dettagli più ficcanti.
Il compleanno continua nel capoluogo, ormai quasi spento come di consuetudine, nonostante qualche abbandono. Infine anche io e Yahweh ci defiliamo dato che rimaniamo gli unici praticamente senza grado di parentela.
Questa volta sono solo le due. Ma il mio amico mi sorprende proponendo l’ultimo al bar “Al Ponte”, noto Milan Club della provincia.
Ricordo, quasi con nostalgia, che il Milan aveva iniziato la stagione vincendo la Supercoppa Europea proprio quella sera.
Ricordo, con commozione, il clima di quella partita, disputata in onore di Puerta, giocatore della compagine avversaria stroncato da un malore qualche giorno prima.
Ricordo, con stupore, la sincera partecipazione ai due sentimenti del Yahweh, pur essendo un autentico juventino (lo stupore stava nell’ adesione alla gioia rossonera).
Ricordo, con gradevole soddisfazione, le due cose che abbiamo ordinato ( liquore alla mela verde (che tanto aveva nuociuto in passato) e grappa di pere Williams) e la susseguente dissertazione su partite e calciatori e l’ostinazione con cui questo posto verrà proposto, purtroppo vanamente, nei successivi venerdì. Ma queste saranno altre storie…
Venerdì 7/9: Da serata di decantazione a serata di dura prova di densità
Venerdì 24/8 : La Cordialità
Un venerdì che si doveva trascinare stanco fra mancanza di alternative valide e ritorni dalle vacanze si trasforma nel primo venerdì di una lunga serie.
Si opta per la scelta più improponibile, quella de El Gringo, sollecitato da un'amica (che chiameremo Monica, che chiamiamo ancora Monica). Si va alla sagra paesana di Prodolone.
Alla serata si unisce anche il genio barbetta, pimpante reduce da Praga e Berlino, che ha voglia di proseguire sulla stessa onda della sua vacanza.
Inizia così la mia Odissea fra Poincicco, Fiume Veneto, Pordenone e Prodolone allungata peraltro da un rarerrimo ritardo di Andrein. Al primo ritorno dal capoluogo, già frastornato dal guidare mi chiedo cosa ci facessimo lì…ah El Gringo!
Con indicazioni sommarie il navigatore (cioè io) ci porta nel luogo dei festeggiamenti dove ci accoglie appunto Monica, già lì con altri amici [suoi].
Fra le numerose persone che si incrociano nell’arrivare a conquistare due bottiglie di buon rosso si notano i visi dei gestori del mitico Bar Corallo, primi di una serie di volti conosciuti.
Nel frattempo il genio barbetta ci delizia con la sua erudizione. Ci porta per mano alla scoperta dei bonobi, animale dall’irrefrenabile impulso sessuale, di cui ha visto molti “esemplari” nella sua ultima uscita didattica.
La serata si protrae piacevolmente, accompagnata ancora da del nuovo nettare granata rotondo e allietata dai Toys (1) (2), cover band dei Queen, veramente bravi a riproporre le sempreverdi canzoni del gruppo di Freddie Mercury .
Peccato però che Monica si vergogni di noi di fronte ai suoi “amici” (che definirei meno che poverini) solo perché ravviviamo un po’ l’atmosfera e cerchiamo di coinvolgerli nel nostro piccolo ambiente.
Peccato però che io e Andrein offriamo praticamente una bozza, con cortesia, ad un compagnia nella quale riconosciamo qualche componente, raccogliendo solo un paio di adesioni, sguardi da appestati e indifferenza mescolata al evidente fastidio che causava loro la nostra presenza.
Peccato però che quando (soprattutto io e il genio) ci avventuriamo in qualche tentativo di relazionarci con altre persone,senza mai essere molesti, veniamo avvicinati da gente rozza e dalle limitate abilità lessicali e intellettive dalle quali riusciamo a liberarci a fatica solo grazie alla nostra superiore cultura e tolleranza. (prima rissa sfiorata, ad un certo punto aspettavo solo quello, avevamo mollato la presa da un po’ e questi continuavano a importunarci).
Peccato però che, dopo aver abbandonato l’idea di portarci via un souvenir dal posto, un paio di individui vengono a farci la morale e noi cinque riversiamo su di loro tutta la nostra delusione sotto forma di violenza verbale. (seconda rissa sfiorata, ma qui mi prudevano le mani).
Solito ritorno infinito (talmente tardi che quasi non era più mattino presto), tutto per stradine poco frequentate, e Andrein, in quel di Fiume patria di Yahweh, mi accusa di aver asfaltato un riccio. Accusa che gli dimostro infondata subito dopo portando in salvo l’impaurito animale.
Questo post avrebbe potuto non essere mai scritto.
Bah...come tutti gli altri...
Invece no...l'ultimo post prima di questo poteva essere veramente l'ultimo senza saperlo...
Dopo quest' esperienza forte ho maturato l'idea dell'estrema fugacità della vita e dell'importanza dell'attimo.
Tuttavia tutto è come prima...non riesco a mettere in pratica i miei proponimenti...
Ringrazio tutti quelli che mi sono stati vicino e hanno contribuito a gestire al meglio la situazione.